sabato 12 luglio 2008

Milioni di persone hanno fame....

La Fame, la nutrizione insufficiente e la miseria significano, per coloro che ne sono afflitti, umiliazione, sofferenza e morte, per noi sul piano civile e culturale, vergogna e inciviltà…

La fame di parte della popolazione mondiale è un problema che si è sempre riscontrato durante la storia, ma nell’epoca moderna più che mai: oggi, infatti, si sente sempre più spesso parlare di miseria e di fame nel mondo. Una questione che riguarda quei paesi che non sono ancora abbastanza evoluti tanto da sfamare l’intera popolazione; varie cause sono: scarsità di proventi dello stato, che non può finanziare opere che potrebbero migliorare la situazione; oppressione delle regioni arretrate da parte dei paesi più progrediti; perfino la mentalità della popolazione stessa può influire sul mancato apporto di nutrimento. Il problema della fame nel mondo è sicuramente legato comunque a più fattori: alla mancata distribuzione delle risorse, alla crescita demografica eccessiva di certi popoli. Il principio che il numero dà potenza a una nazione è duro da vincere, specialmente in certi Paesi: l'idea che "più siamo meglio è" fu sconfitta più volte dalla realtà. Al fatto che molte regioni africane o sudamericane, invece, soffrono dell’oppressione di aziende multinazionali che sfruttano le risorse del luogo approfittando, ad esempio, della povertà dello stato e non sostengono gli abitanti dalla miseria che esse stesse provocano. Si stanno facendo molti sforzi per migliorare questo stato di cose, anche con l’aiuto dei paesi più progrediti, che stanziano finanziamenti a favore delle regioni più povere; ma ciò non basta per compensare i danni provocati dalle aziende multinazionali o dalla mentalità stessa delle persone che vivono negli stati interessati: le imprese dovrebbero cessare questa loro attività di sfruttamento, molto spesso incontrollato, delle risorse che appartengono ad una regione che ne ha più bisogno, per dargli la possibilità di riprendersi economicamente.

La Fao chiede di raddoppiare la produzione di alimenti per il 2030, per non trovarci tutti in gravi crisi alimentari. Questo fatto è improbabile che avvenga, per motivi economici, per i monopoli commerciali e per le speculazioni. Solo una drastica diminuzione delle nascite potrà evitare terribili carestie: forse tutto questo non ci riguarda, perché la fame sarà per i popoli dell'Africa, dell'Asia, forse dell'America Latina. Ma non possiamo mangiare solo noi e fregarcene di chi crepa e creperà di fame. La nostra indifferenza ci schiaccerà prima o poi. Tutti sanno che uno dei problemi più gravi del nostro mondo è la disponibilità di acqua potabile. Le Nazioni Unite si sono poste l'obiettivo di rendere disponibile l'acqua potabile al maggior numero possibile di persone nel mondo e buoni risultati sono stati raggiunti, anche se nell'Africa sub-sahariana l'acqua resta ancora un problema quotidiano. Ogni anno nel mondo un milione e mezzo di bambini di età inferiore ai cinque anni muoiono di dissenteria, perché sono esposti ad acque contaminate. Ma forse non tutti sanno che un altro problema grave è l'accesso ad adeguati servizi igienici, punto chiave insieme alla disponibilità di acqua potabile nella prevenzione delle infezioni gastrointestinali e delle morti per dissenteria, soprattutto nei bambini. Purtroppo a differenza dell'acqua potabile, l'obiettivo di diminuire il numero di persone che non dispone di servizi igienici adeguati non ha fatto sostanziali passi avanti né in Africa, né in molti dei Paesi in via di sviluppo e neanche in quelli ad economia emergente. Gli esperti sostengono che servizi igienici anche minimali, fatti con mezzi di fortuna ed a basso costo, potrebbero abbattere in maniera significativa il numero delle infezioni e delle morti per dissenteria e salvare ogni anno decine di migliaia di vite umane, soprattutto vite di bambini.

Sui risultati del vertice dei capi di Stato del "G.8", riuniti in Giappone per risolvere o, almeno ridurre, le contraddizioni ancora esistenti sul nostro pianeta, visto l'esito delle precedenti riunioni, ho delle perplessità. Prendo spunto dalla notizia che il Canada, socio tra i grandi della Terra, ha prodotto e sponsorizzato una birra analcolica per cani (con tutto il rispetto per gli animali) mentre in altri Paesi si muore ancora per mancanza di cibo e acqua potabile: c'è qualcosa che non funziona. La tanto decantata globalizzazione, con i suoi pregi e difetti, non è riuscita ancora a rimuovere gli ostacoli che impediscono il benessere comune dell'umanità.

Quanti bambini si potrebbero salvare con la somma che viene utilizzata per comprare questo?

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