domenica 9 novembre 2008

L'energia di Obama non arriverà qui in Italia

Ha vinto Obama: vedo e sento che in Italia, come in molti altri Paesi del mondo, si sta festeggiando la vittoria di Obama; io non vedo cosa ci sia da festeggiare, se non la modesta consolazione che altrove si è capaci di ciò che qui è di fatto impossibile. Dio voglia che Obama salvi il suo Paese dalla recessione e dalla depressione, culturale, morale ed economica; ma pensare che la sua energia sia così straordinaria da arrivare fin qui è, davvero, pretendere troppo, fosse anche un semidio, senza contare che farà solo gli interessi degli Usa, non dell' Italia.

In Italia non è tempo di nessun Obama, qualunque sia il colore della sua pelle, perché in Italia non mi sembra sia tempo di grandi uomini con grandi idee, né è tempo di grandi speranze né di grandi politiche.

Ciò che ammiro dell'America non è il fair play dei suoi candidati alla presidenza - che poi non è stato tanto fair play fino a ieri - ma la vitalità della nazione. Solo un paio di anni fa sembrava un Paese di paranoici ossessionati dal terrorista della porta accanto, un paese chiuso in se stesso e nell'illusione di poter vivere senza più la forza e la voglia di uno slancio, di un sogno.
Ammiro lo spirito democratico degli Usa, dove un candidato è stato realmente eletto dal popolo e dove l'avversario sconfitto ne ha riconosciuto la vittoria, ne ha esaltato la caparbietà e lo ha chiamato "il mio presidente" dicendo di essere orgoglioso della capacità democratica dimostrata dal suo popolo. In Italia non sarebbe successo. Insomma, si è compiuto un percorso iniziato più di un anno fa, un percorso di rigenerazione compiuto non solo da una classe politica, ma da una intera nazione.

A noi la fortuna di aver visto un altro sogno realizzato. Sì, perché abbiamo vissuto un frammento della milionaria storia dell'umanità, ma che frammento! Sì, siamo dei fortunati noi nati intorno alla metà del XX secolo. Fortunati perché siamo stati spettatori di eventi non storici, non memorabili ma per certi aspetti incredibili. Noi c'eravamo e avevamo cognizione di quanto stava succedendo quando l'uomo mise il piede sulla Luna. Noi c'eravamo ed abbiamo colto lo straordinario cambiamento quando dal loggiato della basilica di San Pietro si è affacciato un Papa straniero e mercoledì abbiamo vissuto la straordinaria e per certi aspetti incredibile realizzazione di un sogno. Del sogno di Martin Luther King, al quale va il mio pensiero, che a 45 anni di distanza vede realizzato il suo sogno. E per ultimo la vittoria di Obama produce un senso di gioia e soddisfazione dato che Obama non ha vinto ma stravinto e quei 167 voti di differenza sono uno schiaffo morale a Bush, alla sua fallimentare politica socioeconomica e guerrafondaia.

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