martedì 13 maggio 2008

Dal Bue Marino un altro mondo misterioso



Le grotte del "Bue Marino", prendono il nome dall'appellativo in sardo della foca monaca, il simpatico e raro mammifero che fino agli anni 80 le frequentava. Chissà dov'è finita la foca monaca. Nessuno ha più visto quel muso timido e dolcissimo spuntare dalle acque trasparenti della grande grotta, dove fino a dieci anni fa vivevano le ultime famiglie del placido mammifero. Il bue marino in questo meraviglioso lembo della costa orientale sarda, appartiene ormai ai ricordi di un tempo in cui la vita scorreva in sintonia con la natura. Dicono che le ultime foche sopravvivano qualche miglio a sud, in antri profondi e inaccessibili. Ma forse non ci sono più ed è soltanto la speranza della gente a tenerne vivo il ricordo. Il ricordo di quei cuc-cioli felici e affettuosi che i visitatori della grotta del Bue Marino potevano incontrare facilmente. Bastava una rapida discesa, giù fino alla spiaggia sotterranea, e loro erano lì, per nulla impauriti da una presenza ancora amica. Si lasciavano accarezzare teneramente, sotto gli occhi vigili ma fiduciosi dei genitori. Non è passato tanto tempo, eppure sembra il racconto di un'altra epoca.
Le grotte sono raggiungibili via mare dal porto di "Cala Gonone", con una escursione di circa trenta minuti, grazie ad un moderno servizio di trasporti. Lungo il tragitto marino si ammirano le imponenti falesie calcaree che si tuffano nelle trasparenti e cristalline acque del golfo che colpiscono ed incantano anche il visitatore più distratto, visitatore che resterà estasiato davanti al maestoso ingresso a cui si accede comodamente grazie ad un pontile in legno. L'antro è formato da due diramazioni principali: il ramo Nord ormai fossile perché al suo interno è cessata l'attività carsica ed il ramo Sud ancora attivo grazie allo scorrere di un fiume sotterraneo.
La grotta, sempre meravigliosa ed ora anche più semplice da visitare, è del tutto disabitata. Una vera mecca per gli amanti del mondo sommerso che visitando la località possono ammirare la varietà della sua offerta speleologica che accontenta tutti i gusti dei visitatori più esigenti. Tesori nascosti all'interno delle montagne, fini opere d'arte naturali create in milioni di anni dall'azione corrosiva dell'acqua, sono i meravigliosi spettacoli naturali celati all'interno delle centinaia di grotte presenti nei dintorni di Dorgali e lungo la costa di Cala Gonone.
Nelle sale, una successione ininterrotta di meraviglie mozzafiato, risuonano soltanto il rumore dei passi, gli echi delle voci umane, in uno scenario che aumenta la suggestione ad ogni sguardo. Ricordi, suggestione ed anche mistero, nella grande grotta del Bue Marino. I graffiti, nella parete quasi all'ingresso, raccontano un rituale millenario. Forse una danza, oppure una festa in onore di chissà quale dio.
Il tempo non è bastato a diminuire il fascino di questa grotta straordinaria, dove concrezioni dalle forme incredibili si specchiano in laghetti color smeraldo, dove l'acqua sgorga e scorre senza fare rumore, tra raggi di luce e riflessi che sembrano comporre le immagini di un sogno riflettendosi sulle pareti, tra grovigli inestricabili di stalattiti, disegna immagini dal rosa al giallo, fino al grigio e al bianco intenso.





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